Neapopuli torna ad Ostia (ottobre 2017)

Foto di Riccardo Crimi

Foto di Riccardo Crimi

Dopo quattro anni di tournée in tutta Italia, finalmente torna a Roma per un solo weekend lo spettacolo culto della Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità. “Neapopuli” è nato dall’idea del regista Raffaele Furno mentre lavorava nei teatri di Chicago. La lontananza dalla sua madre patria lo ha portato a costruire uno spettacolo che omaggia la cultura popolare partenopea, fatta di tammurriate e tombole, mescolandola con l’alta letteratura immaginifica sullo stile di Calvino e delle sue “Città invisibili”. Dopo il debutto americano come one-man-show, la versione italiana è divenuta un coro polifonico di voci femminili che narrano eventi fiabeschi e non.

Lo spettacolo intreccia tre linee guida, sorrette da un ritmo verbale incalzante che mescola italiano e dialetto. Figure oniriche si muovono sul filo del paradosso per raccontare di luoghi fantastici e lontani che riconducono sempre alla bellezza decadente e un po’ puttana di Napoli. Un narratore colorato come un giocoliere apre davanti agli occhi degli spettatori mondi esotici, metafore di mistero e fascino che solo il teatro nella sua essenza di affabulazione sa creare. Ma questa magia, questa sospensione del reale, sono travolte dall’osceno, dall’urlo di donne in nero o in rosso che sbeffeggiano, cantano, pregano, spettegolano, sospese tra evocazioni di icone religiose e meretrici assatanate. Ancora una volta Napoli, città-femmina madre e amante, ritorna nei corpi di queste donne irrispettose di tutto e di tutti, eppur timide e sognatrici.

“Neapopuli” mette in scena la ricca ibridità di Napoli, scatenando istinti viscerali che provocano una grassa risata e lievi soffi di vento che portano con sé memorie ancestrali. Lo spettacolo non segue la divisione, decisa chissà da chi, tra cultura alta e bassa; alla voce poetica affianca il greve bofonchiare, alla visione di palazzi splendenti e balli di corte fa seguire latrine incrostate e maleodoranti. Mai volgari, ma sempre ironici i personaggi di “Neapopuli” sanno che affannarsi è poi inutile e che la vita va presa con leggerezza. Lasciano agli altri i giudizi; loro continuano a sbeffeggiare, cantare, pregare, spettegolare, narrare.

Regia: Raffaele Furno

Con: Soledad Agresti (la passione), Barbara Russo (narratore), Isabella Sandrini (Rospacennere), Valentina Fantasia (la tombola), Anna Andreozzi (la capera), Giuseppe Pensiero (la figliastra), Eva Albini (la preghiera), Maria Teresa Crisci (la sfrontatezza), Annamaria Aceto (l’innocenza), Raffaele Furno (la matrigna).

Costumi: Anna Andreozzi e Soledad Agresti

Oggetti di scena: Janos Agresti e Alberto Moscarello

Consulenza musicale: Isabella Sandrini
Tecnico audio – luci: Mauro Sandomenico
Foto di scena: Riccardo Crimi

Premi:
- Miglior attore protagonista e Miglior attrice protagonista al Festival Teatro Mio di Castellammare di Stabia 2017
- Miglior Spettacolo al Festival Quadrato in Scena 2016 di Corigliano Calabro / Premio Ausonia, e al Festival di Teatro Spontaneo di Arezzo 2016
- Raffaele Furno vince come Miglior Regista al Premio Aenaria 2014, al Festival di Teatro Spontaneo di Arezzo 2016, Menzione Speciale al Festival tra Mito e Teatro di Pozzuoli 2016
- Soledad Agresti vince come Miglior attrice non protagonista al Festival AmAttori Insieme 2014 di Gravina di Puglia, al Festival tra Mito e Teatro di Pozzuoli 2016, al Festival Quadrato in Scena 2016 di Corigliano Calabro.

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