La gamba di Sarah Bernahrdt

La gamba di Sara Bernhardt

 

Sinossi
Siamo in una città del sud – non precisata – in una casa modesta, che non spicca per alcun tratto caratteristico: un tavolo, tre sedie e due porte tutte bianche; altre tre sedie, di lato, completamente nere. La coppia che la abita cerca di sbarcare il lunario come può, tra lavori saltuari e tentativi di vincere al lotto. Ma la fortuna non è mai stata dalla loro parte.

Finalmente, un’opportunità si affaccia all’orizzonte. Un lavoretto semplice semplice: trasferire la gamba amputata alla divina attrice Sarah Bernhardt e conservata in formaldeide al nuovo museo cittadino, dove i suoi ammiratori potranno adorarla per sempre.
Eppure questo lavoretto semplice semplice, così semplice non è. La gamba viene rubata, o forse solo persa, e i due coniugi, con l’aiuto di un terzo amico, devono inventarsi alla svelta una soluzione. La provvidenziale presenza di un morto in casa, attorno a cui si danno da fare due solerti chiagnitrici a pagamento, offre una immediata, divertente soluzione. O almeno così sembra, perché l’apparizione del fantasma di Sarah Bernhardt, offesa dall’onta della sostituzione della gamba, porta verso un finale dal ritmo serratissimo e che si apre anche a due momenti di puro musical.
Lo spettacolo è ispirato ad un fatto storico, ovvero l’amputazione della gamba della divina attrice, la quale non rinunciò nonostante tutto a recitare da seduta, e costruisce l’azione attorno ai pochi elementi scenici in un lavoro che si esprime attraverso i corpi degli attori che fungono da contraltare e cassa di risonanza per i toni comico-grotteschi del testo.

Note di regia

Perché una commedia?
Avevamo voglia di cambiare registro dopo una serie di spettacoli dai toni alternanti, sospesi tra serio e faceto. Avevamo voglia di commedia pura, ma di quel tipo di commedia che mentre ti fa ridere commenta sui fatti quotidiani che stiamo vivendo ed evoca l’atmosfera sociale in cui siamo tutti immersi.
Il testo originale, scritto da Soledad Agresti, è venuto perfettamente incontro a queste esigenze. E’ la prima commedia intera scritta dalla giovane autrice, dopo che si è cimentata in una serie di caustici atti unici e monologhi che la Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità ha messo in scena sin dal 2007.

Quale messa in scena?
Abbiamo lavorato sul concetto dell’assurdo. Il testo, che parla di problemi concreti, è agito dagli attori attraverso azioni che non sempre sembrano avere una logica razionale. Le chiagnitrici sono al contempo dentro e fuori l’azione – come se a momenti diventassero testimoni di quello che accade nella casa, quasi complici degli spettatori in sala, mentre in altri casi aiutano a spingere in avanti il filo narrativo intervenendo direttamente. I tre protagonisti giocano con gli elementi scenici – il tavolo, le sedie, le porte – trasformandoli in altro, salendoci sopra, spostandoli, ruotandoli per creare coreografie che uniscono corpi e oggetti. La padrona di casa è come incastrata nello spazio liminale della porta di ingresso – visibile al pubblico ma idealmente esterna allo spazio scenico. Su tutto e tutti campeggia il fantasma di Sarah Bernhardt, prima solo evocata in nome, e poi presente nella sua altera sofisticata energia.

Rispetto per la storia?
Certo. Sempre. Ma un rispetto iconoclasta e irriverente, come è nello stile della Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità. Lo spettacolo si pone nella scia della commedia all’italiana, che al contempo crea atmosfere grottesche e surreali per esasperare i limiti del nostro sentire sociale. Sono due gli obiettivi di questo rispetto ironico: il divismo come sistema che pone alcuni esseri umani su un piano superiore – altro dalla quotidianità dei più – e a cui fanno da contraltare le sonorità dialettali e la ruvida schiettezza di Carola e Domenico; la crisi economia e la disoccupazione – spauracchi che oggi giorno tengono sotto scacco intere famiglie, ma che determinano anche l’attivazione della creatività più fantasiosa ed esplosiva.

Crediti artistici e di produzione

Una co-produzione di Deviazioni Recitative 2010 e Associazione Culturale Il Berretto a Sonagli
In collaborazione con la Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità

Testo: Soledad Agresti

Regia: Raffaele Furno

Costumi: Soledad Agresti

Scene e attrezzeria: Janos Agresti

Consulenza musicale: Benedetta Verrengia

Tecnico Luci e Suono: Ettore Ruggieri

In scena (in ordine di apparizione):
Valentina Fantasia
Annamaria Aceto
Soledad Agresti
Veruschka Cossuto
Raffaele Furno
Janos Agresti
Isabella Sandrini

Atto unico. Durata: 70 minuti

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