Progetto O-felia

Progetto O-felia

 

Sinossi
Due attrici in scena, sole, ma osservate da un pubblico con cui conversano, gioiscono, si confrontano, e di cui temono il giudizio. Due volti di Ofelia, bloccata, incatenata da un amore impossibile, e tesa tra il desiderio di rispettare il ruolo che socialmente e culturalmente le è imposto, e la necessità di partire… anche se conscia che la meta è la morte.
Lo spettacolo si compone di due quadri, separati ma che si intersecano. Nel primo una giovane donna è intenta a preparare il bagaglio per viaggio agognato. Gradualmente, la sua identità si svela, e le sue azioni quotidiane si trasformano in una metafora della sua tarpata voglia di amore, del suo desiderio di matrimonio e di maternità che mai si concretizzeranno a causa di un potere maschile violento ed ingannatore.
Ad osservare questa ragazza, quasi come un dipinto appeso sullo sfondo, c’è una donna in bianco, immobile, la cui storia è tragicamente simile alla prima, perché in fin dei conti la seconda donna è specchio della prima. Anche la seconda donna è incatenata ed agita, bloccata da corde che la sollevano in alto come un fantasma o una polena, ed improvvisamente sente l’urgenza di parlare, di raccontarsi come un fiume in piena. Ma i toni dei suoi deliri non sono solo cupi; alternano vitalità e timore.
Sulle due Ofelia che si alternano in scena, agiscono con folle e lucida ironia i clown becchini di ispirazione shakespeariana – voce di una saggezza popolare che si interroga, irride, e rispetta sommamente le pende d’amore della giovane donna. Quinto personaggio è infatti l’amore, che pervade lo spazio attraverso la proiezione di coppie che si baciano con romanticismo o trasporto erotico, evocando ciò che Ofelia non potrà mai vivere in prima persona.

Progetto O-felia  – Note di regia

Perché Shakespeare?
Abbiamo sentito l’esigenza di confrontarci con il padre del teatro moderno europeo, la cui maestria nella costruzione delle storie e dei personaggi pone sempre una sfida a chi si avvicina alla sua materia teatrale.

Quale stile?
Lo spettacolo è, ad ora, la messa in scena più pittorica che l’Ass.ne Cult. Il Berretto a Sonagli abbia mai realizzato. La linea performativa unisce la visione onirica di una donna in bianco sospesa come una vela in mezzo ad una tempesta di sentimenti ed emozioni, con la forza espressiva della video-avanguardia americana, in omaggio ad Andy Warhol e alla sua sperimentazione di “The Kiss”, passando attraverso la riscrittura stilistica delle battute shakespeariane. D’altronde, così come lo stesso capo-comico Shakespeare cuciva i personaggi addosso ai suoi attori, così il regista Raffaele Furno ibrida il testo originale con un linguaggio più moderno, coadiuvato dalla scrittura scenica di Soledad Agresti.

Progetto O-felia – Crediti artistici e di produzione

Una co-produzione di Deviazioni Recitative 2008 e Associazione Culturale Il Berretto a Sonagli
In collaborazione con la Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità

Testo: William Shakespeare e Soledad Agresti

Regia: Raffaele Furno

Costumi: Soledad Agresti

Scene e attrezzeria: Janos Agresti

Consulenza musicale: Benedetta Verrengia

Tecnico Luci e Suono: Raffaele Furno

In scena (in ordine di apparizione):
Valentina Fantasia
Soledad Agresti
Janos Agresti
Gianluca Paolisso

Atto unico. Durata: 70 minuti

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