Reato d’opinione

Reato di opinione

 

Sinossi
Dal 19 al 22 luglio 2001 l’Italia ha attraversato un breve ma buio momento della sua storia. Un momento in cui le idee di democrazia e libertà hanno vacillato. Un momento che è stato sotto gli occhi del mondo intero, perché in quel momento a Genova c’era il G8, in quel momento a Genova c’erano televisioni e giornalisti di tutto il mondo. Ma con loro c’erano anche migliaia di persone che a Genova volevano pacificamente dimostrare contro la politica neo-liberista e classista dei rappresentanti politici degli otto paesi più sviluppati del pianeta.
Lo spettacolo “Reato d’opinione”, basato sul testo “Genova 01” di Fausto Paravidino, è un racconto di come la libertà di dimostrare il proprio dissenso pacificamente sia stata vanificata dall’uso indiscriminato di una violenza di Stato che, prendendo a pretesto gli attacchi di sparuti gruppi dei famigerati black block, ha trasformato le migliaia di persone normali che invocavano un mondo più giusto in nemici dello Stato, della sicurezza nazionale, e pertanto vittime scarificali di una repressione senza sconti.
Attraverso una ricostruzione documentaristica dei fatti di Genova, sulla scena i sei attori danno voce, corpo, e azione alle varie parti in causa – manifestanti pacifisti, poliziotti, black block, giornalisti e capi di stato – e conducono una vera e propria anatomia di un delitto annunciato, che è stato tanto più violento in quanto deciso da chi dovrebbe proteggere la libertà individuale e collettiva degli italiani.
Alcuni nomi di tale racconto sono ormai divenuti tristemente noti a tutti – Carlo Giuliani, la scuola Diaz, la caserma di Bolzaneto. Lo spettacolo si muove tra i meandri di questa tragedia nazionale per invitare ad una seria riflessione sui pericolosi meccanismi che si possano innescare quando alcuni rappresentanti dello Stato, anche se per un breve ma buio momento, abdicano alla loro funzione di protettori della società civile per diventare attori di soprusi e violazioni ingiustificate. Allo stesso tempo, “Reato d’opinione” serve a mantenere viva la memoria storica di chi siamo, dando uno spaccato dell’Italia contemporanea dal punto di vista politico ed economico, ma soprattutto sociale.
Le repliche di “Reato d’opinione” sono seguite da rappresentanti di Amnesty International che, in una mini-conferenza successiva allo spettacolo, ne inquadrano le tematiche relative alla violazione dei diritti umani e all’andamento dei processi per la morte di Carlo Giuliani, per le violenze alla Scuola Diaz e alla Caserma di Bolzaneto. Infatti, mancando in Italia una legge che riconosca esplicitamente il reato di tortura, i giudici si sono spesso trovati a dover legiferare in un vuoto legislativo. L’apporto dei rappresentanti di Amnesty International diventa quindi ulteriore pungolo per una discussione approfondita delle responsabilità dei rappresentanti delle forze dell’ordine e della politica nazionale vis a vis la necessità di assicurare che i manifestanti pacifici possano esprimere il proprio dissenso senza venire coinvolti in azioni di guerriglia urbana.  La Costituzione Italiana viene inserita nel discorso come elemento che cementa la convivenza del nostro stato sociale e dà ad esso quegli elementi di civiltà e umanità che proprio a Genova sono stati vittime della repressione al pari dei manifestanti inermi.

Note di regia

Perché uno spettacolo sul G8 di Genova?
Ci è sembrato un atto dovuto in quanto nel 2011 ricorreva il decennale dei fatti di cui parliamo. Dieci anni ti portano a riflettere su quanto hai vissuto, da spettatore, e sembrano tanti e pochi allo stesso tempo. Tanti, o almeno sufficienti, ad avere abbastanza distanza critica per poter analizzare gli eventi e cercare di capirne le dinamiche e le ragioni. Pochi, perché le immagini della violenta repressione delle marce autorizzate sono ancora fortemente stampate nelle menti di tutti noi.
Ma lo spettacolo non vuole essere un puro e semplice attacco allo Stato, o a quei membri dello Stato che nei giorni di Genova hanno fatto scelte sbagliate da posizioni di potere. Il nostro vuole essere un pungolo nell’animo di tutti coloro che credono che la libertà di manifestare opinioni diverse, punti di vista non ortodossi, stili di vita alternativi alla “norma” debba essere difesa come inalienabile diritto di tutti gli esseri umani.
L’idea di base dello spettacolo è riassunta dal famoso aforisma di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”.

Quale messa in scena?
Abbiamo lavorato per sottrazione. Ci siamo trovati a visionare un mare di filmati ed immagini che rappresentano senza mezzi termini l’aggressività delle azioni di polizia e carabinieri contro i manifestanti, così come inequivocabile era la volontà di distruggere da parte dei black block. Questi ultimi però erano una minoranza insignificante e avrebbero dovuto essere facilmente emarginati o contenuti. Qui sta la chiave di lettura del G8 di Genova. Perché le forse dell’ordine non hanno saputo, o voluto, emarginarli e contenerli? Perché li hanno subito usati per giustificare la reazione brutale che ha coinvolto cittadini di tutte le età e le estrazioni sociali? Quale messaggio si voleva mandare reprimendo così fortemente delle pacifiche marce?
Sapevamo anche che avremmo lavorato su fatti di cui molti possono dire “io c’ero” “io me lo ricordo” e quindi avrebbero motivo di parlarne molto meglio e più di noi che a Genova non c’eravamo in quei giorni.
Per questo la messa in scena punta tutto sulla dirompente forza delle parole, su un uso minimo degli oggetti di scena, e su un supporto necessario ma non invadente di immagini di repertorio video proiettate alle spalle degli attori. Queste ultime ci hanno mostrato il G8 di Genova da tantissime angolazioni, ora noi vogliamo dare voce a quella tragedia per svelarla sia a chi se la ricorda fin troppo bene sia a chi se ne sente emotivamente distaccato. Ecco, la verità che ci spinge a debuttare con uno spettacolo di così forte impegno civile è che non c’è vera possibilità di sentirsene emotivamente distaccati, e “Reato d’opinione” cerca di portare alla luce l’elemento di umanità che sottende agli eventi di Genova, alla libertà di tutti noi di essere chi siamo e di scegliere un presente e un futuro diversi da quelli che ci vengono imposti dalla politica o dall’economia globale.

REATO D’OPINIONE – Scheda tecnica

Palco di almeno 5 metri x 5 metri

Sistema audio con lettore cd e casse

Video proiettore con schermo

Numero 12 pc da 1000
Numero 1 sagomatore
Numero 1 basetta per pc da 1000
Numero 4 bandiere per pc da 1000

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