Dicono di noi: “Neapopuli”

UNA CITTÀ INVISIBILE TRA CALVINO E BASILE di Martina Micillo
2014-03-19 22:41:28
“Mannaggia a ‘sta città!”. Comincia con un inno di odio-amore al sole, al mare, all’aria di Napoli, “Neapopuli”, lo spettacolo della Compagnia Imprevisti e Probabilità andato in scena al Teatro Remigio Paone di Formia sabato 15 marzo. Uno spettacolo che si è definito nel tempo, a partire dalla tournée del 2006, e nei luoghi, come la bella riduzione andata in scena l’estate scorsa presso le ex-Polveriere borboniche del Monte Orlando a Gaeta. Uno spettacolo dove Napoli e la napoletanità si avvertono prepotenti: confusione da mercato, chiacchiere da basso, vita che pulsa nella sfrontata fisicità del corpo come nel misterioso potere della parola sguaiata. Eppure tante sono le città dove il gruppo di femmine (proprio femmine, si, perché la femminilità è tema portante dello spettacolo) si muove tra una tombola e un litigio: sono le città invisibili di Italo Calvino – da cui la pièce trae spunto, insieme al Basile de Lo cunto de li cunti. Sullo sfondo della “città implicita” si racconta l’antica storia di una “rospacenere” (Isabella Sandrini) che ha perso la sua scarpetta al ballo del Re: e mentre l’arcigna matrigna (Raffaele Furno) cerca disperatamente di promuovere a miglior partito una delle sue genoveffe, le lavandare ambiscono ad essere “la femmena che se pò mette o’ re sotto i piedi”. Dalle città rovesciate alle relazioni rovesciate, quindi, come suggerisce la sacrale vestizione di Rospacenere, non più mortificata dalla polvere quotidiana ma magnificata dallo splendore di un’accecante gonna dorata indossata lentamente sulle note di un canto liturgico. Neapopuli è uno spettacolo che alterna volgarità (leggi: popolanità pura) a momenti di narrazione silenziosa e riflessiva, di cui si fa portavoce un cantastorie fuori e dentro la scena (Janos Agresti) in una lingua certamente più vicina al pubblico odierno (il dialetto napoletano arcaico può risultare ostico anche all’orecchio più allenato: e questa è forse l’unica pecca). Neapopuli è, infine, uno spettacolo che si schiude piano piano – tra la comicità sfacciata e ormai classica della capera e i riti, le danze e i canti che fino alla fine accompagnano attori e spettatori.

 

Neapopuli a teatro Remigio Paone

Il Faro on line – Dopo il grande successo al teatro Wallis di Chicago, dopo il tutto esaurito della turnee del 2006, torna a grande richiesta in una nuova edizione uno degli spettacoli di maggior successo della Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità: Neapopuli, errando nell’invisibile.

Sabato 15 Marzo alle 21 in scena al teatro Remigio Paone di Formia uno spettacolo divertente, sarcastico, poetico, sensuale e sbeffeggiante con la regia di Raffaele Furno.

Lo spettacolo intreccia tre linee guida, sorrette da un ritmo verbale incalzante che mescola italiano e dialetto. Figure fiabesche e oniriche si muovono sul filo del paradosso per raccontare di luoghi fantastici e lontani che riconducono sempre alla bellezza decadente e un po’ puttana di Napoli. Un narratore colorato come un giocoliere apre davanti ai nostri occhi mondi esotici, metafore di mistero e fascino che solo il teatro nella sua essenza di affabulazione sa creare. Ma questa magia, questa sospensione del reale, sono travolte dall’osceno, dall’urlo di donne in nero o in rosso che sbeffeggiano, cantano, pregano, spettegolano, sospese tra evocazioni di icone religiose e meretrici assatanate. Ancora una volta Napoli, città-femmina madre e amante, ritorna nei corpi di queste donne irrispettose di tutto e di tutti, eppur timide e sognatrici.

Storicamente i napoletani hanno usato la performance – il canto, il ballo, la devozione religiosa, il dialetto, la tombola – per trovare spazi di libertà laddove per secoli sono stati dominati da re stranieri. E quando finalmente la dominazione esterna è terminata, si sono ritrovati con un bagaglio enorme di tradizioni ibride e bastarde. “Neapopuli” mette in scena tale ricca ibridità, scatenando istinti viscerali che provocano una grassa risata e lievi soffi di vento che portano con sé memorie ancestrali. Lo spettacolo non segue la divisione, decisa chissà da chi, tra cultura alta e bassa; alla voce poetica affianca il greve bofonchiare, alla visione di palazzi splendenti e balli di corte fa seguire latrine incrostate e maleodoranti. Mai volgari, ma sempre ironici i personaggi di “Neapopuli” sanno che affannarsi è poi inutile e che la vita va presa con leggerezza. Lasciano agli altri i giudizi; loro continuano a sbeffeggiare, cantare, pregare, spettegolare, narrare.

Ingresso 8 euro – info 3286453395

Regia di Raffaele Furno

Con: Soledad Agresti, Janos Agresti, Isabella Sandrini, Valentina Fantasia, Anna Andreozzi,Benedetto Supino, Eva Albini, Maria Teresa Crisci, Annamaria Aceto, Raffaele Furno.

Costumi di Anna Andreozzi e Soledad Agresti

Oggetti di scena di Janos Agresti e Alberto Moscarello

Consulenza musicale di Isabella Sandrini

Tecnico audio – luci: Mauro Sandomenico

Una produzione Compagnia Imprevisti e Probabilità / Ass.ne Cult. Il Berretto a Sonagli / Festival Teatrale Deviazioni Recitative.

A Remigio Paone torna “Neapopuli”

Dopo il grande successo al teatro Wallis di Chicago, dopo il tutto esaurito della turnee del 2006, torna a grande richiesta in una nuova edizione uno degli spettacoli di maggior successo della Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità: Neapopuli, errando nell’invisibile.

Sabato 15 Marzo alle 21 in scena al teatro Remigio Paone di Formia uno spettacolo divertente, sarcastico, poetico, sensuale e sbeffeggiante con la regia di Raffaele Furno.

Lo spettacolo intreccia tre linee guida, sorrette da un ritmo verbale incalzante che mescola italiano e dialetto. Figure fiabesche e oniriche si muovono sul filo del paradosso per raccontare di luoghi fantastici e lontani che riconducono sempre alla bellezza decadente e un po’ puttana di Napoli. Un narratore colorato come un giocoliere apre davanti ai nostri occhi mondi esotici, metafore di mistero e fascino che solo il teatro nella sua essenza di affabulazione sa creare. Ma questa magia, questa sospensione del reale, sono travolte dall’osceno, dall’urlo di donne in nero o in rosso che sbeffeggiano, cantano, pregano, spettegolano, sospese tra evocazioni di icone religiose e meretrici assatanate. Ancora una volta Napoli, città-femmina madre e amante, ritorna nei corpi di queste donne irrispettose di tutto e di tutti, eppur timide e sognatrici.

Storicamente i napoletani hanno usato la performance – il canto, il ballo, la devozione religiosa, il dialetto, la tombola – per trovare spazi di libertà laddove per secoli sono stati dominati da re stranieri. E quando finalmente la dominazione esterna è terminata, si sono ritrovati con un bagaglio enorme di tradizioni ibride e bastarde. “Neapopuli” mette in scena tale ricca ibridità, scatenando istinti viscerali che provocano una grassa risata e lievi soffi di vento che portano con sé memorie ancestrali. Lo spettacolo non segue la divisione, decisa chissà da chi, tra cultura alta e bassa; alla voce poetica affianca il greve bofonchiare, alla visione di palazzi splendenti e balli di corte fa seguire latrine incrostate e maleodoranti. Mai volgari, ma sempre ironici i personaggi di “Neapopuli” sanno che affannarsi è poi inutile e che la vita va presa con leggerezza. Lasciano agli altri i giudizi; loro continuano a sbeffeggiare, cantare, pregare, spettegolare, narrare.

Ingresso 8 euro – info 3286453395

Regia di Raffaele Furno
Con: Soledad Agresti, Janos Agresti, Isabella Sandrini, Valentina Fantasia, Anna Andreozzi,Benedetto Supino, Eva Albini, Maria Teresa Crisci, Annamaria Aceto, Raffaele Furno.
Costumi di Anna Andreozzi e Soledad Agresti
Oggetti di scena di Janos Agresti e Alberto Moscarello
Consulenza musicale di Isabella Sandrini
Tecnico audio – luci: Mauro Sandomenico
Una produzione Compagnia Imprevisti e Probabilità / Ass.ne Cult. Il Berretto a Sonagli / Festival Teatrale Deviazioni Recitative.

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