Neapopuli 2014

Neapopuli 2014

 

Sinossi
Lo spettacolo nasce come one man show con il titolo “Nea-pop-litan” portato in scena da Raffaele Furno al Teatro Wallis di Chicago nel marzo 2004. L’amore per Napoli in quanto sua città d’origine, riscoperta attraverso l’esperienza di immigrato negli Stati Uniti e l’incontro con la multiculturalità della società americana, ha costituito da subito il fulcro della sua ricerca teatrale. Al rientro in Italia, insieme agli storici compagni del gruppo Imprevisti e Probabilità, Furno ha deciso di riscrivere “Nea-pop-litan”. Così è nato “Neapopuli”.

Lo spettacolo intreccia tre linee guida, sorrette da un ritmo verbale incalzante che mescola italiano e dialetto. Figure fiabesche e oniriche si muovono sul filo del paradosso per raccontare di luoghi fantastici e lontani che riconducono sempre alla bellezza decadente e un po’ puttana di Napoli. Un narratore colorato come un giocoliere apre davanti ai nostri occhi mondi esotici, metafore di mistero e fascino che solo il teatro nella sua essenza di affabulazione sa creare. Ma questa magia, questa sospensione del reale, sono travolte dall’osceno, dall’urlo di donne in nero o in rosso che sbeffeggiano, cantano, pregano, spettegolano, sospese tra evocazioni di icone religiose e meretrici assatanate. Ancora una volta Napoli, città-femmina madre e amante, ritorna nei corpi di queste donne irrispettose di tutto e di tutti, eppur timide e sognatrici.

Storicamente i napoletani hanno usato la performance – il canto, il ballo, la devozione religiosa, il dialetto, la tombola – per trovare spazi di libertà laddove per secoli sono stati dominati da re stranieri. E quando finalmente la dominazione esterna è terminata, si sono ritrovati con un bagaglio enorme di tradizioni ibride e bastarde. “Neapopuli” mette in scena tale ricca ibridità, scatenando istinti viscerali che provocano una grassa risata e lievi soffi di vento che portano con sé memorie ancestrali. Lo spettacolo non segue la divisione, decisa chissà da chi, tra cultura alta e bassa; alla voce poetica affianca il greve bofonchiare, alla visione di palazzi splendenti e balli di corte fa seguire latrine incrostate e maleodoranti. Mai volgari, ma sempre ironici i personaggi di “Neapopuli” sanno che affannarsi è poi inutile e che la vita va presa con leggerezza. Lasciano agli altri i giudizi; loro continuano a sbeffeggiare, cantare, pregare, spettegolare, narrare.

Produzione: Compagnia Teatrale Imprevisti e Probabilità
Titolo dell’opera: Neapopuli. Errando nell’invisibile.
Genere: Comico. Adatto a qualunque pubblico. Adattabile a qualsiasi spazio scenico.

Regia e adattamento: Raffaele Furno
In scena:Raffaele Furno
Isabella Sandrini
Soledad Agresti
Janos Agresti
Maria Teresa Crisci
Annamaria Aceto
Eva Albini
Valentina Fantasia
Anna Andreozzi
Benedetto Supino

Costumi e scene: Soledad Agresti

Scenotecnica: Janos Agresti, Alberto Moscarello

Luci e suono: Ettore Ruggieri, Mauro Sandomenico

Numero atti: 1

Esigenze tecniche: 15 fari, 6 par. Impianto audio con cd.

Durata  spettacolo: 80 minuti

 

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