Dicono di noi: “La vita è in gioco”

Teatro e diritti umani: le favole di Amnesty al Remigio Paone con la Compagnia Imprevisti e Probabilità
Lo scorso 20 dicembre 2013, presso il Teatro Remigio Paone di Formia, è andato in scena lo spettacolo “La vita è in gioco”, nato dalla collaborazione tra il gruppo 277 di Formia di Amnesty International e la Compagnia Teatrale “Imprevisti e Probabilità”, in occasione del 65° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948. Lo spettacolo si propone come adattamento teatrale di un cd di audiofavole, scritto da attivisti e attiviste di Amnesty, volto a sensibilizzare i più piccoli sui temi della dignità umana, del rispetto fra i popoli, del diritto all’infanzia e dell’importanza della pace a dispetto di ogni forma di violenza
Proposto sia in una matinée per gli studenti delle scuole elementari e medie del Sud Pontino, che nella versione serale anche per i più grandi, lo spettacolo ha riscosso un bel successo di pubblico, l’apprezzamento da parte degli ideatori e degli scrittori delle audiofavole e l’incitamento a travalicare i confini provinciali per giungere nella capitale. Attraverso un meccanismo narrativo tradizionale – una mamma stanca di rimproverare la figlia, la invita a sedersi accanto lei e ad ascoltare delle favole ritrovate in cantina – si sono susseguite sul palco le storie di bambini che adulti cattivi privano del diritto all’infanzia. Come la storia del piccolo Rasul, costretto a lavorare in una fabbrica indiana di scarpe, finché un paio di queste riesce a farlo volare in Brasile per vedere “il verde degli alberi, l’azzurro dei fiumi, e altre cose meravigliose” e per andare a giocare a pallone. O quella di Miguel, il bambino-soldato colombiano che irrompe nella casa di un bambino che la guerra la fa con i videogames, mentre là fuori – in Colombia – si combatte una guerra vera, con armi vere, mentre solo una pacifica, bianchissima e simpaticissima colomba bianca si può opporre con il battito frenetico delle sue ali a quello scempio. Ma l’infanzia negata è anche quella dei bambini più fortunati, più benestanti, più “occidentali” forse, lasciati dai genitori davanti alla tv a divorare cartoni e false informazioni fino ad esserne ingurgitati, letteralmente. È Renatino, la peste, che ne combina di mille colori: un bambino molto vicino a noi: è il bambino che stringe un telefono tra le mani e passa ore davanti al pc e alla tv, anziché correre gioioso in un parco per socializzare con altri bambini e conoscere il mondo vero. Ma a tutto questo si può dire stop: come? Per esempio con l’attivismo di Giorgia e le “legioni di partecipanti” alla sua maratona di 42 Km per i bambini africani. Tra risate e magia, costumi divertenti e una costruzione narrativa molto dinamica (oltre alle favole raccontate e agite, c’erano anche degli esilaranti inserti video), i messaggi sono arrivati, e anche forti. Speriamo che gli attori Raffaele Furno (Direttore della Compagnia), Isabella Sandrini, Gabriella Napolitano, Janos Agresti, Soledad Agresti ed Annamaria Aceto – queste ultime anche costumiste – possano tornare presto a far sorridere e riflettere piccoli e grandi perché “corriamo per il bene più grande che ci sia/ per la pace, al mio tre/ pronti partenza via!”. Foto di Valentina Fantasia.
Martina Micillo
Recensione all’evento pubblicata il 26 dicembre 2013 per Forum -  l’Informazione giovane

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